Solerubino
insospettabilmente-superficiale:

Italia, 2019 …
26 aprile

madonnaliberaprofessionista:

1994

Mio nonno, che poi sarebbe in effetti il mio bisnonno, ma siccome tutti l’hanno sempre chiamato “nonno Gino” a me non è mai passato per l’anticamera del cervello di chiamarlo “bisnonno”, in quell’anno è stato davvero male: i suoi nipoti hanno passato più d’un mese di notti al suo capezzale. La sera in cui è peggiorato ulteriormente era presente mia madre.

La malaria che si era portato a casa dal “bel suol d’amor” stava vincendo sulla bombola d’ossigeno. Mia madre, una vita trascorsa in ospedale, è andata a svegliare la mia bisnonna che dormiva nell’altra stanza.

Mia nonna si è avvicinata, gli ha spostato la mascherina e gli ha chiesto semplicemente:

“Gino, dimmelo, devo chiamare il prete?”.

E mio nonno con altrettanta semplicità ha risposto:

1940

Mio nonno era appena tornato a casa dalla guerra ma per lui la guerra non era finita: era momentaneamente sospesa, mandato a casa in convalescenza per curare le ferite che si era procurato combattendo, una volta guarito avrebbe dovuto tornare al fronte.

Una mattina era impegnato a lavorare nel suo campo quando davanti a lui sono comparsi degli illustri rappresentanti della sezione locale del PNF.

Erano lì per un motivo preciso: gli hanno spiegato che nonostante lui fosse a casa doveva considerarsi a tutti gli effetti ancora un soldato e, come tale, se abile al lavoro non avrebbe potuto lavorare così il suo campo, ma era obbligato a prestare la sua manovalanza presso la fabbrica siderurgica vicina impegnata nello sforzo bellico e ricevere come compenso lo stesso “soldo” che riceveva sotto le armi.

Mio nonno era il classico contadino bergamasco, e gli rispose qualcosa che, tradotto in italiano e privato di connotati “folkloristici” suonerebbe come: “se sono a casa sono a casa, quindi lavoro il mio campo per dar da mangiare alla mia famiglia”.

Le due camicie nere non si scomposero, probabilmente a risposte del genere erano abituate. Semplicemente dissero a mio nonno che in tal caso avrebbe dovuto recarsi presso la Casa del Fascio di li a qualche giorno per discutere della cosa, per trovare una soluzione concorde.

La mattina stabilita mio nonno, col vestito della domenica, si recò alla sede del Fascio come gli era stato richiesto.

Entrò e chiese all’usciere con chi dovesse parlare.

“Ah, lei è C. Iginio? Bene, si accomodi di la in quella stanzetta”

Appena entrato nella stanza una persona che era già lì in attesa, seduta su una sedia scattò in piedi: si trattava d’un carissimo amico di mio nonno, noto antifascista, che appena lo riconobbe spalancò gli occhi e gli chiese:

“Ma Gino, cosa ci fai anche tu qui?”

“M’hanno detto che se sto a casa dalla guerra non posso lavorare il mio campo, che devo stare in fabbrica. Son qui per discutere della cosa e…”

L’altro non lo lasciò finire di parlare: scatto verso di lui, lo afferrò per il bavero della giacca e lo spinse fuori dalla stanza. Sempre spingendolo gli fece attraversare la porta d’entrata della Casa del Fascio e da lì lo scaraventò in strada, facendolo ruzzolare per le scale.

“Torna a casa Gino! Fai quello che ti dicono di fare ma non venirci più qui! Torna a casa Gino!”

E detto ciò si rifiondò all’interno, tornando nella stanza d’attesa.

Mio nonno, abbastanza scosso dal comportamento di quello che fino a quel momento riteneva un amico, col vestito buono sporco e strappato si rialzò e se ne tornò a casa sua, ancora domandandosi il perché di tanta rabbia improvvisa, e perché mai il suo amico gli avesse detto di obbedire ai “fasci”: non era da lui.

L’amico di mio nonno venne ritrovato il giorno dopo, sul bordo di una strada, con le ossa tutte rotte, vittima anche lui dell’ennesima auto pirata.

1994

 Mia nonna si è avvicinata, gli ha spostato la mascherina e gli ha chiesto semplicemente:

“Gino, dimmelo, devo chiamare il prete?”.

E mio nonno con altrettanta semplicità ha risposto:

“Carulì, ho combattuto per tirar giù un Duce, non morirò adesso che ne è appena salito sù un altro?”

1999

Mio nonno si è spento nel suo letto il 7 dicembre.

Allora, Ora e Sempre.

PARMEETUP 18 MAGGIO 2013

curiositasmundi:

kon-igi:

image

Siamo orgogliosamente decisi a gareggiare con i meetup che si terranno sul Lago Ontario, a Las Vegas, a Mendoza in Argentina, a New Plymouth e a Columbus in Ohio.
Nella splendida cornice di una città fiorita di violette e inebriata dal profumo dei papaveri a lungo attesi (!), io e 3nding vi accoglieremo nel Granducato di Parma.
Niente zombie questa volta (a meno che non siano espressamente richiesti) ma un convivio di genti che vogliono vedersi in faccia e degenerare di persona: Lasbronzaconsapevole ci fornisce un valido locale per un pranzo a base di pizza e, Giove Pluvio permettendo, 3nding vi porterà a visitare le locations della fortunata webserie ‘MenoVentuno’: il Parco Ducale, la Pilotta, il Lungoparma ed altri mai visti prima.
I treni non sono un orgasmo come frequenza, ma in ogni caso raccoglieremo tutti gli aderenti in mattinata alla stazione per poi andare a pranzo alle ore 13:00 lì poco distante.
A breve sarà possibile registrarsi nella pagina apposita, dove discutere dei rendez-vous, delle teste di ponte e dei passaggi che gli automuniti potranno fornire.
Un gentile reblog di diffusione.

;) yep!

+1!

madonnaliberaprofessionista:

maewe:

soldino:

muchodeto:

The Hormone Guide for Men

Già.


(rebloggo solo per aggiungere la gif che mi chiedo perché non l’abbiano ancora fatto).

Bella domanda.

madonnaliberaprofessionista:

maewe:

soldino:

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The Hormone Guide for Men

Già.

(rebloggo solo per aggiungere la gif che mi chiedo perché non l’abbiano ancora fatto).

Bella domanda.

image

rollotommasi:

peterkama:

aahahhhah

in missione per conto di Dio.

rollotommasi:

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aahahhhah

in missione per conto di Dio.

isolavirtuale:

Ho già preparato il manifesto per il prossimo giro

isolavirtuale:

Ho già preparato il manifesto per il prossimo giro

ze-violet:

cgubi:

@marioadinolfi, uno dei grandi intellettuali del nostro tempo.

fuori i clown!*
*esattamente

ze-violet:

cgubi:

@marioadinolfi, uno dei grandi intellettuali del nostro tempo.

fuori i clown!*

*esattamente

missvengeance:

Il buono, il brutto… addio.

missvengeance:

Il buono, il brutto… addio.

valarfuckingmorghulis:

mettopioggia:

sellyourselfshort:

aubsticle:

hiimgiovanni:

Security camera clips that make the news usually show bad things, but Coke decided to “look at the world a little differently” in this heartwarming viral video. They found security camera footage from around the world showing happy moments: people stealing kisses instead of possessions, dealing potato chips instead of drugs, and offering car assistance rather than road rage.

Faith in humanity-restored.

This gets me every time. 

This is so wonderful.

oddio, che cosa BELLA.

Lo ripropongo. Sperando che il mondo sia sempre più simile a questo post.

ze-violet:

ohsodeluxe:

cookies4crumbs:

danielescarpati:

Perché non anche di pastello, di sedia, di nuvole, di triceratopo, di orologio, di precipizio, di computer, di stenditoio e di carta da forno?
‘A Robbe’, ma vaffanculo! 

savià, zappa la terra!

1.237 like e 112 condivisioni.
No, per dire.

forza meteoriti, un po’ più verso di qui

ze-violet:

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danielescarpati:

Perché non anche di pastello, di sedia, di nuvole, di triceratopo, di orologio, di precipizio, di computer, di stenditoio e di carta da forno?

‘A Robbe’, ma vaffanculo! 

savià, zappa la terra!

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No, per dire.

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